
PRESENTAZIONE
( a cura del Presidente avv. Salvatore Francesco Campisi)
La Pro Loco
di Nicotera,
ha come
obiettivo primario, quello di promuovere e tutelare le iniziative di
carattere turistico – culturale e di far conoscere il paesaggio, le
tradizioni, la storia, i beni archeologici, culturali ed architettonici,
esaltare i prodotti tipici del paese, accogliere, assistere ed informare il
turista sulle manifestazioni e le attrattive della nostra città. Obiettivo
della Pro – Loco di Nicotera però, non è solo quello di rallegrare il
turista ma anche il "Nicoterese".
A tal proposito sono
in cantiere numerose idee che dovranno essere vagliate e decise da tutto il
Direttivo e dall’Assemblea dei soci.
La Pro Loco
di Nicotera, ha come obiettivo primario quello di coordinare e promuovere
le iniziative locali di carattere turistico – culturale.
Ciò rappresenta il
patrimonio principale del nostro Paese. Sarà inoltre nostra cura il
rispolverare la nostra storia e le nostre tradizioni, con testimonianze e
manifestazioni che ci aiutino a capire chi siamo, quale sono le nostre
origini e la metamorfosi che il nostro popolo ha attraversato. Nel nostro paese vi
sono bellezze storiche di inestimabile valore, dimenticate ed abbandonate a
se stesse. Il “Nicoterese” vive
in un posto da favola, meritevole non solo di essere “visitato” ma anche
“vissuto”: sarà nostro obbiettivo primario quello di far ricordare a noi
stessi il nostro nobile passato e, perché no, il glorioso presente. Ciò perché solo chi
conosce la sua storia può essere orgoglioso del proprio presente.
Sarà nostro compito, aiutare a conoscere e scoprire i nostri tesori,
pubblicizzarli e chiedere che vengano tutelati e preservati. La Pro Loco è
un’ associazione senza scopo di lucro, apartitica ed apolitica. Non per
questo noi non siamo di parte. Per noi, essere di
parte e fare politica, però, vuol dire fare una politica culturale, senza
tener conto del simbolo nel quale ognuno di noi si riconosce, (nel nostro
gruppo, come in tutti i gruppi fatti di uomini, vi sono persone con
ideologie differenti, ma stretti da una vigorosa amicizia, e da uno spirito
di abnegazione, che lascia da parte ogni colore). Noi abbiamo un unico
obbiettivo: operare e prodigarci per il bene del nostro paese, con
l’orgoglio di essere Nicoteresi!
Vi ringraziamo fin d'ora della vostra preziosa collaborazione. Noi
cercheremo di ripagarvi con quanto di buono sappiamo fare e con tanto
entusiasmo di far qualcosa per tutti. Vi invitiamo a
partecipare alle nostre iniziative, ad essere artefici delle stesse e ad
accorrere in massa alle manifestazioni che andremo a svolgere.
Solo così potrete darci la forza di andare avanti.
Noi vogliamo essere,
con il nostro impegno, una regia: a Voi il compito di esserne i
protagonisti.
Un caloroso saluto a tutti.
Il presidente
Avv. Salvatore Francesco Campisi
BREVI NOTE SULLA CITTA’
( a cura del prof. Bruno Gallo)
Nicotera è incantevole. Un sito magico da annoverarsi tra le bellezze naturali esistenti sulla terra. Quando il cielo è terso, si scopre un mondo surreale fatto di luce e di colori trasognanti. La cittadella degrada dolcemente sulle pendici del Poro e si erge per oltre duecento metri sul livello del mare. Dal balcone sottostante al Castello dei Ruffo di Calabria, lo sguardo dell’osservatore viene rapito dalla magica visione dell’orizzonte sormontato dallo Stromboli, dalle Eolie che si estende sino alla cima dell’Etna, allo stretto di Messina e alla catena delle alture aspromontane. A sera, le luci fantasmagoriche del Porto di Gioia Tauro, dominano l’ampia distesa di mare poco distante dalla collina su cui sta arroccata la bella Nicotera. Tanta storia ha attraversato, nei secoli, la cittadella magnogreca, Nicotera, il cui primo nome, Medma (VI - V s.a.C.), viene conteso con la vicina città di Rosarno. Diverse civiltà si sono succedute. Quella greca, romana e bizantina ne sono esempio e hanno tutte segnato, nel bene e nel male, l’arco evolutivo socio-economico, architettonico-culturale, politico-religioso della Città. Almeno tre volte, in passato, Nicotera fu seriamente saccheggiata sia dai saraceni di Sicilia e d’Africa che da Turchi. Due di tali incursioni risalgono intorno alla fine del IX secolo. E se ci chiediamo i motivi di tali accadimenti dobbiamo credere che Nicotera era certamente un centro che esercitava un ruolo di notevole importanza. Infatti, era già annoverata, come risulta nei reali regesti del 1301-1302, quale sede episcopale facente quindi parte di aree urbane molto distinte. E ricordiamo che dove c’è stata la chiesa con i suoi vescovi ebbe inizio il processo di acculturamento e di civilizzazione delle popolazioni. Acclarato il fatto che l’antica Nicotera fu tra quelle poche “masse” che ebbero la fortuna di trovarsi all’interno di uno straordinario processo storico di emancipazione culturale instauratosi, con alterni destini, nei secoli prima e dopo la nascita di Cristo, credo che l’interesse che potrà suscitare il presente scritto possa derivare dal ricordo di eventi che, sia pur lontani nel tempo, possano orientare alla comprensione dello “status” architettonico e culturale della Città di oggi. L’arrivo dei Normanni in Calabria fu provvidenziale per Nicotera che dopo l’anno mille, in seguito alla devastazione operata dai saraceni, risultava essere mal ridotta. Roberto il Guiscardo d’Altavilla, con dimora nella vicina Mileto, nel 1065, come informa il Malaterra, visitò Nicotera e la vide distrutta, spopolata ma con il suo porto efficiente. Ciò fece gola al Guiscardo che aveva l’interesse di disporre di un conveniente approdo marittimo per potersi collegare con la Sicilia. I Normanni potevano quindi effettuare importanti operazioni militari e cacciare anche i saraceni. La nuova Nicotera venne ubicata dal Roberto il Guiscardo sul sito collinare odierno limitando in tal modo le facili incursioni saracene. Tra i primi edifici costruiti troviamo la Cattedrale, il Castello, complessi monastici, nel rispetto dell’architettura tipicamente normanna. L’opera di ricostruzione si avvalse anche del contributo del Conte Ruggero, fratello di Roberto, e con Federico II essa raggiunse il massimo splendore: Nicotera fu riconfermata città regia e demaniale. Nel corso dei secoli la Città fu signoria dei nobili Marzano, De Gennaro e Ruffo e fu sede di importanti case monastiche con seminari annessi. Il Seminario vescovile di Nicotera, fondato nel 1653, fu fra i più antichi della regione e all’indomani del Concilio di Trento (come riferisce lo storico Natale Pagano) era funzionante una scuola di grammatica, musica e canto gregoriano, per la preparazione dei presbiteri. In seguito il seminario è stato retto da insigni prelati e da uomini di cultura di grande spessore. Nel 1638 Nicotera fu assalita dai Turchi ed enormemente devastata con gravi danni per le mura della Città e il patrimonio storico- bibliografico e artistico-architettonico. Oggi, Nicotera, mantiene ancora le antiche caratteristiche architettoniche sorte prevalentemente in epoca normanna. Lo testimoniano gli antichi quartieri quali la “Giudecca”, “Palmentieri”, il “Baglio”, il “Borgo”, le molte chiese, il Castello. E sono quattro i musei che confermano la sua antica storia. Così pure tanti sono gli uomini di cultura del nostro recente passato e anche del presente nel quale viviamo. Se si aggiungono, oltre alla storia, all’architettura, al paesaggio, al mite tepore delle stagioni, anche l’ampio arco di spiaggia lambita dallo spumeggiante mare, allora Nicotera si può definire “Una Gemma del Tirreno” che merita essere visitata, conosciuta.
Bruno Gallo